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martedì 16 giugno 2015

Pasta frolla di riso e mais (di Montersino).


Molte volte ho preparato questa frolla ma ogni volta dimenticavo di fare una foto decente da caricare sul blog.
Finalmente mi sono ricordato (anche se sulla decenza della foto forse qualcuno avrebbe da ridire :-)) ed eccovi la ricetta. E' una delle basi del libro di Montersino "Golosi di Salute".
Questa base è molto adatta per fare torte che prevedano soltanto un guscio di frolla senza decorazioni di frolla sopra, oppure per fare biscotti: questo perché nella ricetta è presente un po' di lievito baking, quindi le decorazioni gonfierebbero in cottura perdendo la loro forma originaria.
Quindi vi sconsiglio di utilizzarla per le classiche crostate alla marmellata onde evitare di trovare la classica griglia talmente gonfiata in cottura da aver letteralmente inglobato la marmellata (fatto ovviamente testato sulla mia pelle :-D).
Il gusto è squisito, è molto friabile e l'aggiunta del mais le conferisce un gusto che a me piace molto.
Inoltre, cosa non trascurabile, è fatta con farine naturalmente senza glutine!
Provatela e mi direte!

Ingredienti

- 250 g di farina di riso finissima
- 175 g di farina di mais fioretto o fumetto
- 225 g di burro di qualità
- 190 g di zucchero a velo
- 4 g di lievito baking
- 140 g di tuorlo d'uovo

Procedimento

- Ho portato il burro a 13° C (io ho utilizzato un termometro da cucina infilando la sonda al centro del panetto. Se non l'avete lasciate il burro fuori dal frigo mezz'ora prima di cominciare la preparazione);

Ho lavorato la frolla con il metodo classico:

- ho messo il burro ammorbidito tagliato a cubetti e lo zucchero a velo nella ciotola della planetaria e ho lavorato a media velocità  con la frusta K fino ad ottenere una consistenza a pomata (il burro non deve montare!);

- ho unito i tuorli poco alla volta, sempre con la planetaria in funzione, fino a farle assorbire completamente al composto di burro e zucchero;

- ho infine aggiunto le farine e il baking (sempre poco alla volta) fino ad ottenere una frolla molto morbida;

- ho racchiuso la frolla in una pellicola trasparente e ho messo in frigo per un paio d'ore prima di utilizzarla.

Scoprirete molto presto l'utilizzo che ho fatto di questa frolla e vi assicuro, non vi deluderà!

Alla prossima ricetta!!!

sabato 14 marzo 2015

Lievito Madre senza glutine


Ricetta lampo! Non perché sia veloce ma perché vi rimando direttamente alla fonte. E chi può essere la fonte se non loro, le regine degli impasti senza glutine? La ricetta e il procedimento completo lo trovate qui
La cosa bella di quando preparo una ricetta presa dal blog di Felix e Cappera è che tutto, ma dico tutto va esattamente nel modo che dicono loro :-) 
E tutto funziona sempre alla perfezione... Questo lievito l'ho già utilizzato per alcuni panificati (che pubblicherò presto :-)) e funziona alla grande! Il gusto è quello acidulo, del pane di una volta! A me piace molto, a Laura un po' meno... Perché va detto: il gusto del lievito madre non piace a tutti! 
Quindi per sapere se vi piace oppure no: provate a farlo!
Alla prossima ricetta! 

domenica 15 febbraio 2015

Meringa italiana



Altra base che non può mancare nella cucina di un appassionato di pasticceria! E' perfetta per decorare torte (come la lemon meringue cake) e non è necessario cuocerla essendo già pastorizzata. E' molto utilizzata come base per semifreddi o creme particolari e può essere anche fatta asciugare in forno  per la creazione delle classiche meringhe (anche se in questo caso la meringa francese o quella svizzera sono più indicate). Infine, cosa non trascurabile, vi consente di smaltire gli albumi avanzati dalle ricette che utilizzano solo tuorli (e non sono poche).

Ingredienti

- 100 g d'acqua
- 400 g di zucchero semolato
- 250 g di albumi
- 100 g di zucchero semolato

Procedimento

- Ho fatto cuocere 400 g di zucchero con l'acqua e l'ho portato ad una temperatura di 121° C (non di più mi raccomando! per la misura di temperatura vi serve ovviamente un termometro da cucina!).

- Nel frattempo ho messo in planetaria gli albumi con i 100 g di zucchero e ho fatto montare a velocità bassa.

- Quando gli albumi cominciano a schiumare (e lo zucchero con acqua  ha raggiunto la temperatura di cui sopra) ho versato a filo lo zucchero cotto (in questo modo pastorizzate l'albume) senza fermare la planetaria.

- Ho poi portato la velocità della planetaria al massimo e ho montato fino a completo raffreddamento. Il composto risultante deve essere come quello della foto sopra: lucido e sostenuto.

Con una parte di composto ho fatto delle meringhette con l'ausilio di un sac-à-poche con bocchetta rigata. Ho fatto asciugare per circa 4 ore a 70°C con lo sportello del forno socchiuso.
Per l'asciugatura ovviamente bisogna anche un po' regolarsi a occhio: le meringhe sono pronte se risultano leggere e croccanti. Pertanto assaggiatele: se risultano gommose (tipo chewing-gum) devono asciugare ancora!
Una volta asciugate le ho fatte raffreddare a temperatura ambiente e ho cosparso con cacao amaro. Un ottimo accompagnamento per il caffé serale!


La restante parte del composto l'ho congelata (eh sì, è possibile congelarla) mettendola in un contenitore ricoperta con pellicola trasparente a contatto.
La tengo come scorta in attesa che mi salti agli occhi qualche ricettina sfiziosa che la preveda :-)

Alla prossima ricetta!

sabato 14 febbraio 2015

Pan di spagna di riso



Una delle basi della pasticceria in versione senza glutine... La ricetta è tratta dal libro "Le Dolci Tentazioni" del maestro Montersino... 
Il risultato è stato davvero ottimo! Il pan di spagna è rimasto ben alveolato e morbido e il gusto non aveva nulla da invidiare a quello di un pan di spagna classico con glutine!
A cosa mi è servita questa base lo vedrete nei prossimi giorni :-) Posso solo dirvi che secondo me vi piacerà ;-)

Ingredienti (per uno stampo da 22 cm di diametro)

- 60 g di tuorli (circa 3)
- 240 g di uova (circa 4)
- 200 g di zucchero semolato
- 200 g di farina di riso finissima*
- 40 g di amido di riso*

* in caso di persona celiaca il prodotto deve essere espressamente dichiarato senza glutine.

Procedimento

- Ho montato in planetaria le uova, i tuorli e lo zucchero per una decina di minuti. Il composto finale deve risultare di un colore giallino chiaro e deve "scrivere" (vedi foto)

 
- A questo punto ho setacciato la farina di riso e l'amido di mais e li ho incorporati al composto un cucchiaio alla volta mescolando delicatamente dal basso verso l'altro (per non smontarlo). Questo passaggio è molto importante in quanto il pan di spagna non contiene lievito baking e lievita in cottura grazie all'aria incorporata durante la fase di montaggio. Se incorporando la farina smontate il composto, il pan di spagna non lieviterà, quindi occhio ;-)

- Ho versato il composto in uno stampo imburrato e infarinato (senza spianarlo, intanto si spiana da solo in cottura). 

- Ho cotto a 190°C per 35 minuti circa.

Alla prossima ricetta!

mercoledì 28 gennaio 2015

Crema pasticcera classica


Ehhh lo so... La foto fa veramente schifo! Ma ero nel mezzo di una preparazione e la crema pasticcera è stato solo un passaggio ... Ho fatto una foto veloce veloce con il telefono e mi sono reso conto solo adesso che era pure mezza sfocata ... Ma pazienza dai, vi assicuro che se proverete a preparare questa crema e ad assaggiarla la foto passerà subito in secondo piano :-)
La ricetta è presa da "Peccati di Gola" di Montersino. Prima di farla mi sono anche guardato il video sul sito di Alice Tv perché si sa... Leggere la ricetta è un conto, ma guardarla eseguita da lui è moooolto meglio!

Ingredienti (per 800 g di crema pasticcera)

- 400 g di latte fresco
- 100 g di panna fresca
- 150 g di tuorlo d'uovo
- 150 g di zucchero semolato
- 17 g di amido di mais
- 17 g di amido di riso
- 1/4 di bacca di vaniglia

Procedimento

  1. Con un coltello ho estratto i semi dal quarto di bacca di vaniglia.
  2. Ho messo nella ciotola della planetaria i tuorli, lo zucchero e la vaniglia e ho montato bene con la frusta a filo (il composto montato dovrà essere di un bel giallino chiaro).
  3. Ho incorporato gli amidi con delicatezza con movimento dall'alto verso il basso.
  4. Parallelamente ho messo sul fuoco il latte, la panna e il quarto di bacca di vaniglia svuotata. Nota: non mettete mai nel latte i semini della vaniglia. Infatti sulla superficie della panna e del latte si formerà la classica pellicina che tenderebbe, durante il mescolamento, a inglobare i semini di vaniglia che risulterebbero poi raggrumati e non distribuiti in modo uniforme.
  5. Quando latte e panna sono quasi ad ebollizione ho aggiunto il tuorlo montato (che rimane in sospensione sul latte e la panna).
  6. Non ho mescolato ma ho aspettato che si cominciassero a formare nella pentola, in mezzo al tuorlo, dei vulcanetti di latte e panna in ebollizione.
  7. A quel punto ho mescolato per qualche decina di secondi fino a che la crema non si è addensata (questo trucco del maestro è fantastico: si deve mescolare pochissimo e il tuorlo non si attacca minimamente alla pentola!).
  8. L'ho trasferita immediatamente in una teglia e l'ho coperta con pellicola a contatto (questo evita la formazione della pellicina sulla superficie della crema).
  9. L'ho messa a raffreddare in congelatore e una volta fredda l'ho trasferita in frigorifero.

Questa crema è davvero paradisiaca. Ha un gusto fantastico. E vi chiederete... Ma come l'hai usata? Beh... La risposta è la stessa di ieri: lo scoprirete venerdì!

Alla prossima ricetta!

martedì 27 gennaio 2015

Pasta Choux







Questa ricetta è stata il mio incubo per qualche giorno. Avevo il terrore di sbagliare perché sui bigné se ne sentono di tutti i colori: a chi sgonfiano fuori dal forno, a chi non gonfiano, a chi si sciolgono, a chi diventano enormi, a chi rimangono troppo piccoli, a chi seccano e a chi rimangono crudi... Insomma, diciamo che di motivi per aver paura di sbagliare qualcosa ce n'erano e pure tanti!
E allora a mali estremi, estremi rimedi! Ho prima dato un'occhiata a cosa dice Montersino su "Peccati di gola", sono poi andato a guardare la ricetta senza glutine qui, nel magico mondo di Felix e Cappera e ho terminato guardando tutti i passaggi perfettamente descritti qui dalla mitica Sonia.
E, udite udite, i bigné sono venuti alla prima! 

Ingredienti (x circa 30 bigné)

- 150 g di mix per impasti lievitati (io la farina di tapioca senza glutine l'ho presa su Naturei!)
- 250 ml d'acqua
- 95 g di burro
- 1 pizzico di sale
- 4 o 5 uova

Procedimento

1. Ho messo sul fuoco l'acqua con il burro tagliato a cubetti e il sale. Ho tenuto il fuoco basso fino a completo scioglimento del burro e poi ho alzato la fiamma fino a ebollizione. Nota: questo passaggio è molto importante. Far bollire l'acqua prima del completo scioglimento del burro porterebbe a uno sbilanciamento della percentuale acqua burro (visto che l'acqua comincerebbe ad evaporare) con rischio di fallimento della ricetta.
2. Quando l'acqua e burro comincia a bollire ho aggiunto la farina tutta di colpo e mescolato con un mestolo di legno fino a che non sono successe queste due cose:

  • l'impasto ha formato una palla staccandosi dalle pareti della pentola;
  • sulle pareti e sul fondo della pentola si è formata una evidente patina bianca.
3. A quel punto ho trasferito la palla in planetaria e l'ho impastata con la frusta K per agevolarne il raffreddamento.

4. Una volta intiepidita la pasta ho cominciato (sempre con planetaria in funzione) ad aggiungere le uova una alla volta. Attenzione: l'uovo successivo va aggiunto solo a completo assorbimento del precedente. Il numero di uova dipende da molteplici fattori (dimensione delle uova, assorbimento della farina ecc.) per cui se vi sembra di aver raggiunto la consistenza giusta per la vostra pasta choux fermatevi e non aggiungete altre uova. Ma quale deve essere la consistenza giusta? Come dice Felix deve sembrare una crema pasticcera soda. E in effetti mai definizione fu più azzeccata. Rende perfettamente l'idea. Non vi basta? Vi metto la foto del mio impasto (fatto con 4 uova e un pochino).





Il consiglio comunque è, quando vi accorgete che l'impasto comincia ad avvicinarsi alla consistenza giusta (ma non è ancora pronto), di aggiungere non un uovo intero di colpo bensì sbattere l'uovo e poi aggiungerlo poco alla volta (e fermarsi se non ne serve più).

5. A questo punto ho trasferito il composto in sac-à-poche con bocchetta liscia n° 12. Ho imburrato la leccarda del forno spennellandola con del burro fuso e ho eliminato l'eccesso di burro con della carta assorbente. Nota: la leccarda deve risultare appena appena unta al tatto. Questo perché il bigné si deve "aggrappare" alla teglia per poi gonfiarsi come un palloncino.

6. Con la sac-à-poche inclinata di circa 45° ho cominciato a formare delle palline di 3 cm di diametro in questo modo:


7. E qui, Sonia (di La Cassata Celiaca) docet: con il dito bagnato ho schiacciato le punte in modo da dare ai bigné una forma tondeggiante e togliere l'anti-estetica punta (che peraltro rischierebbe di bruciare in cottura). Risultato, questo:


8. A questo punto ho infornato a 200° per 20 minuti, ho poi fatto la prova stecchino e lasciato ancora 3-4 minuti visto che sullo stecchino c'era ancora un pochino di pasta umida. Trovate qui di seguito una foto nel corso del gonfiaggio bigné :-).

Che dire, non so se è stata la fortuna del principiante ma l'esperienza bigné è stata meno peggio del previsto. E ora vi chiederete: ma come li hai usati questi bigné? Per ora non ve lo dico, credo proprio che lo scoprirete venerdì (e Sonia, Gaia e  Stefania credo sappiano il perché)!

Alla prossima ricetta!

mercoledì 14 gennaio 2015

Ragù alla bolognese


Era da tempo che cercavo una ricetta di ragù alla bolognese che mi andasse a genio. Ne ho provate diverse: da quella di GialloZafferano a quella dello scientifico Bressanini. Nessuna mi aveva convinto fino in fondo: c'era sempre qualcosina che non andava.
E poi? E poi è arrivato lui, Montersino, a indicarmi la strada giusta. 
Uno leggendomi potrebbe pensare che io sia di parte: Montersino di qua, Montersino di là. So che chi lo segue non ha bisogno di spiegazioni ma per chi non lo segue vi dico: quello è un grande uomo. Spiega in modo fantastico e non è mai parco nei consigli: con lui si impara davvero!
Per cui se non lo avete mai preso in considerazione vi consiglio di aprire i vostri orizzonti nella sua direzione.
Questo ragù (la ricetta è sul libro Accademia Montersino) è semplicemente perfetto. Perfetto per condire delle tagliatelle fresche così come per preparare una bella teglia di lasagne alla bolognese!
Se poi non avete né lasagne né tagliatelle, anche della semplice pasta secca non vi lascerà insoddisfatti :-)

Ingredienti (per 1 kg circa)

- 300 g di capocollo (altresì chiamata coppa) di maiale tritata
- 300 g di carne di manzo tritata (non magra)
- 200 g di pancetta fresca tritata (io non l'ho trovata e ho messo della salsiccia*)
- 120 g di burro
- 100 g di cipolla
- 100 g di sedano
- 100 g di carote
- 1 spicchio d'aglio
- 75 g di triplo concentrato di pomodoro (la ricetta dice 50 g, ma io ho volevo finire il tubetto)
- 1 spicchio d'aglio
- 1 l di latte intero
- 250 ml di vino rosso
- olio e.v.o.
- sale e pepe q.b.

* Nel caso di persona celiaca i prodotti devono essere senza glutine.

Procedimento

  1. Ho lavato, mondato e tritato con un coltello la cipolla, la carota e il sedano.
  2. Ho sciolto il burro in una casseruola, unito il trito di verdure e fatto soffriggere a fuoco medio basso. La cipolla dovrà diventare praticamente trasparente (questo non lo dice Montersino, lo dico io :-)).
  3. Ho unito la salsiccia sgranata, il capocollo e il manzo al soffritto. Ho poi unito lo spicchio d'aglio pelato. Ho salato e pepato e fatto rosolare. In questo passaggio vedrete che la carne darà molto grasso. Mescolate di frequente e cercate di far asciugare quasi tutto il liquido (stando attenti a non bruciare la carne).
  4. Ho aggiunto in pentola il triplo concentrato. Ho fatto caramellare per bene mescolando frequentemente(il concentrato si deve attaccare per bene al trito di carne colorandola di un bel rosso brillante).
  5. Ho sfumato con il vino rosso. Ho poi preparato un mazzetto aromatico con rosmarino, salvia e alloro. L'ho legato con lo spago e l'ho aggiunto in pentola. Se non sapete come fare un mazzetto aromatico andate qui.
  6. Ho coperto con il latte e ho fatto cuocere a fuoco medio per un paio d'ore mescolando di tanto in tanto.
  7. Se servisse aggiungete del latte durante la cottura per non far bruciare il ragù.
  8. Trascorse le due ore e quando il latte si è consumato del tutto ho spento e ho eliminato il mazzetto di erbe aromatiche. 
  9. Ho mantecato infine con un filo d'olio e.v.o. a crudo.
Che dire che non ho già detto prima: direi nulla! :-)
Alla prossima ricetta! (Che ve lo prometto, sarà con il botto essendo la numero 100!!!!) 

martedì 23 dicembre 2014

Pasta all'uovo fatta in casa... Senza glutine



Era da un po' che volevo tentare ... La pasta fresca senza glutine era un mondo inesplorato: come vedete dalle foto però il risultato non è stato niente male! E anche il gusto era davvero buono: nulla da invidiare alla pasta fresca con glutine!
La ricetta, neanche a dirlo, è quella di Felix e Cappera (UnCUoreDiFarinaSenzaGlutine), e potete trovarla qui.
Io l'ho leggermente modificata come riportato qui di seguito.

Ingredienti

- 250 g di amido di mais*
- 100 g di farina di tapioca*
- 150 g di fecola di patate*
- 100 g di farina di riso*
- 6 uova
- 10 g di Xantano
- 1 pizzico di sale
- Acqua qb

* Per noi senza glutine (io li ho comprati on-line da Naturei, si risparmia un sacco!)

Procedimento

Ho mescolato insieme le farine e lo Xantano in una ciotola capiente. Ho messo il mix a fontana su una spianatoia. Ho fatto un buco al centro e messo le uova (stando attenti di non fare uscire le uova dalla fontana). Ho aggiunto il sale.
Aiutandomi con una forchetta, ho sbattuto leggermente le uova e ho cominciato subito ad impastare. Come vedrete solo con le uova il composto non starà insieme benissimo. Ho cominciato allora ad aggiungere acqua (1 cucchiaio alla volta) fino a che l'impasto non è diventato lavorabile.
Ho impastato per almeno 10 minuti sbattendo di tanto in tanto la pasta sulla spianatoia. Ho poi lasciato riposare la pasta per 30 minuti avvolta in un panno umido.
Trascorso questo tempo, ho preso una parte di pasta e l'ho prima appiattita un po' con il mattarello. Ho poi cominciato a tirare la pasta con la mitica Imperia, partendo dallo spessore più alto fino ad arrivare al più basso (e sono riuscito, nonostante l'impasto sia senza glutine, a tirare la sfoglia al minimo!!!).
E' stata davvero una bella soddisfazione e Laura era felice :-)

giovedì 13 novembre 2014

Salsa di pomodoro

Da quando Marco ha cominciato a mangiare pastasciutta ho cominciato ad apprezzare il sapore di una buona salsa fatta in casa, quindi ogni volta che esaurisco le scorte parto con una nuova preparazione di questo basilare, semplice e genuino condimento.


Ingredienti

- 2 Kg di pomodori da salsa (io uso i Piccadilly)
- 1 carota
- 1 gambo di sedano
- 1 cipolla
- sale
- olio evo


Procedimento

Prendete una pentola capiente e mettetevi dentro i pomodori dopo averli lavati e tagliati a metà. Aggiungete la cipolla tritata grossolanamente, la carota e il sedano a tocchetti, fate dunque cuocere il tutto a fuoco medio-basso per 1 ora e mezza / 2 ore, o comunque fino a che l'acqua dei pomodori si è consumata in gran parte. Aggiungete il sale (ma non esagerate, sistemerete la sapidità quando utilizzerete la salsa per condire il vostro piatto).
Filtrate tutto dentro il passaverdure, condite con 3 cucchiai di olio e versate nei vasetti da sottovuoto, capovolgendoli una volta riempiti e chiusi.


domenica 2 novembre 2014

Meringa Francese


Ogni volta che facciamo ricette che prevedono l'utilizzo di soli tuorli, gli albumi hanno due possibilità: finire nel lavello (che spreco!) o essere riusati, ad esempio facendo dei bei malfatti alla nocciola o delle squisite meringhe!
Eccovi la ricetta!

Ingredienti

- 100 ml di albumi
- 200 g di zucchero a velo*
- 1 busta di vanillina*
- 1 limone
- 1 pizzico di sale


* In caso di persona celiaca il prodotto deve essere esplicitamente dichiarato senza glutine.

Procedimento

- Cominciare a montare con le fruste elettriche gli albumi assieme ad un pizzico di sale. 

- Aggiungere metà dello zucchero a velo e montare a neve fermissima (tirando su le fruste deve rimanere un blocco di composto nelle fruste, se cola attraverso le fruste ricominciate a montare!).

- A quel punto aggiungere l'altra metà dello zucchero a velo mischiato con la vanillina (un cucchiaio per volta e mescolando con una frusta a mano dal basso verso l'alto per incorporare aria).

- Aggiungere poi il succo del limone filtrato e continuare a mescolare.
La consistenza giusta è quella a nastro: sollevando con la frusta il composto la crema bianca deve formare un nastro appunto.

- A questo punto mettere il composto in una sac-a-poche e comporre delle forme a piacere su una teglia o su di una leccarda foderata con carta da forno.

- Mettere in forno a 50° per 4 ore. Se vedete che nel forno si forma dell'umidità potete tenere leggermente aperto lo sportello del forno.

Alla prossima ricetta! 

Pesto alla genovese


Per cosa siamo conosciuti noi genovesi nel mondo? Per Cristoforo Colombo, per la spiccata capacità di accumulare soldi (e questo mi fa pensare di esser stato adottato...) e ovviamente per il pesto.
Il pesto a Genova è un rito: ognuno lo fa a modo suo, con la sua ricetta, i suoi strumenti, i suoi trucchi e le sue malizie ... Io ne ho assaggiati diversi e devo dire che quello di mia suocera è forse quello che preferisco.
So già che deluderò molti genovesi dicendo che io il pesto non lo faccio con il mortaio. Questo per due motivi: primo, non ho il mortaio, secondo, non lo voglio nemmeno avere. Trovo che il pesto venga già benissimo nel tritatutto quindi non sento il bisogno di pestellare tutto il giorno per mungere qualche foglia di basilico :-)
La ricetta che vi indicherò sarà per gran parte a occhio... Ma non preoccupatevi e non abbiate paura di sbagliare! Basta non abbondare con il sale e con il parmigiano e non essere avari con il basilico. Per il resto tutto è recuperabile!

Ingredienti


- Basilico, meglio se di Prà (4 mazzi medi o 2 grandi)

- Parmigiano Reggiano grattugiato
- Pinoli
- Olio evo
- Sale qb

Procedimento


- Per prima cosa pulisco il basilico: metto le foglie a bagno per qualche minuto e poi le asciugo con la centrifuga. Le metto poi tra due fogli di carta assorbente per togliere l'umidità in eccesso.


- Poi prendo il mio tritatutto e ci metto due belle manciate di pinoli, uno spicchio d'aglio piccolo (o mezzo se lo spicchio è troppo grosso), riempio il bicchiere del tritatutto con le foglie di basilico (anche pressando un pochino con la mano per farcene stare di più), aggiungo tre cucchiai di olio evo e due bei pizzichi di sale. 

- Comincio a tritare (se avete il tritatutto a due velocità usate sempre la più bassa) per una decina di secondi, poi aggiungo due bei pugni di parmigiano e continuo a tritare per un'altra trentina di secondi.

- A questo punto assaggio: se mi sembra troppo predominante il gusto del parmigiano o se il pesto mi sembra troppo denso aggiungo ancora dell'olio. Se mi sembra manchi il sale ne aggiungo un pochino (sempre senza esagerare).

- Poi do ancora un'ultima frullatina e il pesto è pronto. E non è un pesto pronto!:-)

A questo punto conditeci della pasta fresca tipo trofie o fatevi un bel piatto di trenette con pesto, patate e fagiolini.
Oppure potete fare come spesso faccio io: degustatelo semplicemente su una fetta di pane!

Favoloso!


Alla prossima ricetta!

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